I DIRITTI UMANI OGGI CASSESE PDF

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Author:Kagajinn Vujind
Country:Antigua & Barbuda
Language:English (Spanish)
Genre:Life
Published (Last):4 February 2004
Pages:80
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ISBN:646-4-40657-863-2
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Diritti umani [dir. Ma anche i meccanismi di garanzia hanno acquistato via via crescente importanza. Conviene esaminare questo percorso di evoluzione normativa e istituzionale prima a livello universale e poi a livello regionale.

Quindi faremo alcune osservazioni sulle norme del diritto internazionale generale. Norme e meccanismi di garanzia nel sistema delle Nazioni Unite 2. Tuttavia tale disposizione non impone a ciascuno Stato un obbligo specifico, immediato e precettivo, di agire individualmente per garantire i diritti umani. Gli artt. Pertanto, nella Carta le disposizioni sui diritti umani sono poche e generiche ed i poteri degli organi delle NU sono soggetti al limite generale del dominio riservato art.

Era quindi necessario trovare un accordo capace di unificare le suddette differenze. Nel preambolo si indicano gli scopi e ideali della Dichiarazione; quindi negli artt. Altri hanno sostenuto la tesi che la Carta e la Dichiarazione, insieme a successive risoluzioni e dichiarazioni delle NU ed alla prassi degli Stati, hanno finito per incorporare i diritti elencati nella Dichiarazione nel diritto internazionale consuetudinario. A nostro avviso, queste due tesi non sono convincenti. Tuttavia si deve ammettere che alcuni dei diritti proclamati nella Dichiarazione sono con il tempo entrati a far parte del diritto internazionale generale.

In proposito si suole distinguere fra quattro fasi storiche diverse e quattro c. Si parla, in questo senso, di una prima generazione di diritti umani. Si parla, in proposito, di una seconda generazione di diritti umani. Ma questi diritti hanno un carattere piuttosto generico e sono difficilmente inquadrabili in diritti vincolanti e giustiziabili.

Essi intendono, in sostanza, specificare e tradurre in norme vincolanti i principi della Dichiarazione universale. Di conseguenza, si riteneva che anche i meccanismi di controllo internazionali dovessero essere diversi. Pertanto furono predisposti e poi approvati due trattati separati: il Patto sui diritti civili e politici ed il Patto sui diritti economici, sociali e culturali.

I due Patti hanno ad oggi raggiunto un numero di ratifiche assai elevato e pertanto costituiscono un notevole successo da parte delle NU. Quindi segue un ampio e dettagliato catalogo di diritti civili e politici. Tuttavia alcuni diritti possono essere limitati in situazioni di emergenza, ma sulla base di procedure ben definite.

Infine, la parte IV del Patto stabilisce una procedura di controllo sul rispetto del medesimo v. Il Patto sui diritti economici, sociali e culturali, invece, con una formulazione assai diversa, stabilisce che ciascuno Stato parte si impegna ad operare, con il massimo delle risorse di cui dispone, al fine di assicurare progressivamente con tutti i mezzi appropriati la piena attuazione dei diritti riconosciuti nel Patto art. Tali diritti comprendono di nuovo il diritto di autodeterminazione dei popoli e quindi una serie ampia e dettagliata di diritti socio-economici e culturali.

Nella parte IV del Patto, si prevede una procedura di controllo sulle misure di attuazione del medesimo. Tuttavia il rispetto effettivo dei diritti umani richiede anche meccanismi di garanzia, sia internazionali che nazionali.

Infine, anche la Corte internazionale di giustizia ha emesso alcune sentenze ed alcuni pareri importanti in materia di diritti umani. Si possono ricordare anche la Commissione sullo status delle donne e la Commissione sulla prevenzione dei crimini e sulla giustizia criminale.

Essa era un organo di Stati, che aveva importanti funzioni nel campo della predisposizione di norme ed il compito di controllare il rispetto dei diritti umani da parte degli Stati membri, tramite due procedure di controllo su casi di violazioni gravi e ripetute dei diritti umani v.

In secondo luogo, la procedura elettiva dei suoi membri e la sua composizione hanno subito alcuni cambiamenti. Universal Periodic Review , che ha lo scopo di verificare periodicamente che tutti gli Stati membri delle NU rispettino i diritti umani. In sintesi, questo meccanismo prevede che ogni Stato debba presentare un rapporto sulla situazione dei diritti umani nel proprio ordinamento interno.

Su tale rapporto possono pervenire i commenti di tutti gli Stati membri, che formano un elenco di osservazioni e di raccomandazioni alle quali lo Stato sotto controllo deve rispondere. Il Consiglio poi esamina e discute i rapporti relativi agli Stati sotto controllo e presenta osservazioni sulla situazione dei diritti umani in tali Stati.

Si deve aggiungere che il Consiglio dei diritti umani ha mantenuto la maggior parte delle funzioni e delle procedure che venivano esercitate dalla Commissione per i diritti umani, anche se rivedute ed aggiornate. In particolare, esso ha mantenuto le country procedures, le thematic procedures ed anche la c. Passiamo adesso ad esaminare la seconda categoria di meccanismi di garanzia sopra indicata, costituita dai treaty-based bodies or procedures.

Esistono attualmente dieci comitati, composti di esperti indipendenti, ciascuno dei quali ha il compito di controllare il rispetto da parte degli Stati contraenti dei diritti garantiti da ciascuno dei nove principali trattati sui diritti umani predisposti dalle NU v.

Questi comitati esercitano le proprie funzioni con tre procedure tipiche. Questa procedura ha prodotto una prassi importante di alcuni comitati, che ha finito per attribuire ad essi una funzione quasi-giurisdizionale. Pertanto la procedura non si conclude con una vera e propria sentenza di condanna, ma con dei pareri views o osservazioni o costatazioni, che sono motivate e che sono molto simili, anche nella forma, a vere e proprie sentenze. Tuttavia la procedura privilegia una soluzione conciliativa della controversia ed ha carattere confidenziale.

Norme e meccanismi di garanzia nei sistemi regionali 3. Conviene adesso esaminare in maniera sintetica tali sistemi regionali. Molti di questi diritti non sono assoluti, ma subiscono limitazioni, e numerosi diritti possono essere derogati in situazioni di guerra o di emergenza nazionale. Inoltre si devono sottolineare tre concetti importanti. In primo luogo, la giurisprudenza degli organi di Strasburgo ha chiarito che i diritti previsti non impongono agli Stati solo obblighi negativi di astensione, ma anche obblighi positivi di azione.

In secondo luogo, la CEDU contiene obblighi erga omnes partes. Infine, le norme sostanziali della CEDU si indirizzano formalmente non solo agli Stati parti, ma anche direttamente agli individui, conferendo loro veri e propri diritti sul piano internazionale. Per quanto riguarda la parte procedurale della CEDU, essa ha creato un meccanismo assai progredito, che prevede il funzionamento di veri e propri organi giurisdizionali, ai quali hanno accesso anche gli individui.

Con il Protocollo n. Il Protocollo n. Ha anche una funzione consultiva. Peraltro, in qualsiasi stadio della procedura, la Corte si mette a disposizione delle parti con lo scopo di raggiungere una soluzione amichevole della controversia art. Le sentenze della Corte sono obbligatorie per gli Stati membri art.

Tuttavia recentemente la Corte di Strasburgo non si limita a stabilire se lo Stato abbia violato la Convenzione, ma, almeno in certi casi di c. In teoria, una persistente inesecuzione di una sentenza della Corte potrebbe anche comportare una sospensione dello Stato dal CdE, ex art. Inoltre conviene accennare ai meccanismi di garanzia.

Vi sono due procedure di controllo, che si fondano sulla presentazione di rapporti periodici ad opera degli Stati parti. Ma finora la Corte non ha deciso alcun caso. La Convenzione, nella sua Parte I, stabilisce i diritti umani che gli Stati parti si obbligano a riconoscere, con un catalogo che si ispira in gran parte a quello della CEDU e a quello del Patto delle NU sui diritti civili e politici. La Parte II della Convenzione istituisce la Corte interamericana dei diritti umani e regola le funzioni della Corte e della Commissione.

Successivamente sono stati adottati due protocolli addizionali. Per quanto riguarda i meccanismi di garanzia del sistema interamericano, essi sono affidati alla Commissione ed alla Corte. In una seconda fase, essa esamina il ricorso nel merito con un procedimento quasi-giurisdizionale, raccogliendo informazioni, svolgendo indagini e esaminando le osservazioni delle parti.

In questa fase la Commissione cerca anche di facilitare una composizione amichevole della controversia. Se tale composizione non riesce, la Commissione redige un rapporto preliminare di natura confidenziale e lo invia allo Stato in questione. Nel suo rapporto finale la Commissione decide se lo Stato abbia violato la Convenzione ed abbia adottato le misure idonee di riparazione.

La Commissione ha anche la competenza a ricevere comunicazioni di uno Stato contro un altro Stato. Gli individui non possono presentare ricorsi diretti alla Corte. Il procedimento dinanzi alla Corte ha i caratteri di un procedimento giurisdizionale con una fase orale ed una scritta, sulla base del principio del contraddittorio. Il meccanismo di garanzia della Carta africana si basa sulla Commissione e sulla Corte. Le procedure di controllo sul rispetto della Carta sono soprattutto due: quella di esame dei rapporti periodici degli Stati parti sulle misure adottate per dare esecuzione alla Carta; e quella di decisione sulle comunicazioni relative a violazioni specifiche della Carta, ricevute da Stati parti o da individui, gruppi di individui o organizzazioni non governative.

La Corte africana ha una competenza consultiva ed una contenziosa. Tuttavia alcune organizzazioni sub-regionali hanno intrapreso iniziative in materia di diritti umani, che potrebbero rafforzarsi in futuro.

Ma si sta affermando la tendenza a comprendere fra le gross violations anche le violazioni massicce e sistematiche di altri diritti umani, specie quelli di prima generazione e quelli di seconda generazione che siano immediatamente vincolanti v. Villani, U. Noi riteniamo che alcuni diritti umani fondamentali il c. In effetti, molti di questi illeciti ma non tutti finiscono con il coincidere con le gravi violazioni di diritti umani fondamentali sopra indicate.

Inoltre, si deve aggiungere il diniego, con la forza, del principio di autodeterminazione dei popoli. Come si vede, si tratta di un nucleo non molto ampio di norme, che hanno natura sostanziale. A mio parere, si possono aggiungere a tali norme sostanziali anche altre norme consuetudinarie, che hanno natura strumentale o funzionale rispetto alle prime, e senza le quali le norme sostanziali perderebbero in pratica di efficacia.

Una prima norma prevede il diritto individuale di accesso alla giustizia in caso di violazione dei diritti umani, o quantomeno dei diritti umani fondamentali sopraindicati. In altri termini, tali norme proibiscono il diniego di giustizia per le gravi violazioni dei diritti umani fondamentali.

In una seconda fase, si sono predisposti trattati su quei diritti umani che apparivano maturi per una codificazione convenzionale. La seconda conclusione attiene invece ai meccanismi internazionali di garanzia. Appare urgente rafforzare quantomeno i meccanismi quasi-giurisdizionali, come quelli dei treaty-bodies delle NU. Infine una terza conclusione.

La stessa conclusione vale per i tribunali internazionali, specie quelli non specializzati nei diritti umani. Accanto agli strumenti giuridici occorre che la pubblica opinione rafforzi i suoi mezzi di pressione nei confronti dei governi.

Fonti normative Le fonti sulla protezione internazionale dei diritti umani sono numerosissime. Si indicano solo le principali. Bibliografia essenziale Si indicano solo gli studi recenti e che trattano gli aspetti generali del tema, contenuti in monografie o in capitoli di manuali di diritto internazionale: Addo, M. Text and Materials, Oxford, ; Breems, E.

Gaeta, Bologna, , Cap. III; Cassese, A. Gaeta, Bologna, , cap.

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